La proposta di stabilizzazione del rapporto tra debito pubblico e Pil è stata originariamente avanzata da Luigi Pasinetti in un articolo del 1998 pubblicato sul Cambridge Journal of Economics, dal titolo “The mith (or folly) of the 3% deficit/GDP Maastricht parameter”. La proposta è stata quindi rilanciata in sede politica e ulteriormente sviluppata da Emiliano Brancaccio e Riccardo Realfonzo, a partire da un articolo dal titolo “Il debito pubblico non va abbattuto”, pubblicato su Liberazione del 20 novembre 2004.
Promosso da Sergio
Cesaratto e Riccardo Realfonzo, in collaborazione con il manifesto, il convegno
“Rive Gauche” del 30 settembre 2005 ha quindi rappresentato un decisivo
momento di confronto tra economisti e politici sui principali nodi della politica
economica, e in particolare sulla proposta di stabilizzazione del debito pubblico. A
seguito del convegno tale proposta ha iniziato a suscitare un crescente interesse in
sede politica, raccogliendo l’espresso sostegno di numerosi esponenti dei
partiti e dei sindacati e di alcuni membri dell’attuale esecutivo (gli omonimi
atti del convegno, a cura di Cesaratto e Realfonzo, sono stati recentemente
pubblicati da manifestolibri).
Nel luglio 2006, su iniziativa di Riccardo Realfonzo in collaborazione con Bruno Bosco, Emiliano Brancaccio e Roberto Ciccone, è stato redatto l’appello per la stabilizzazione del debito. Pubblicato sul manifesto del 16 luglio 2006, l’appello è stato finora sottoscritto da oltre settanta economisti ed ha già aperto un vivace dibattito sui media nazionali.
Per una sintesi ed una prima serie di risposte ad alcune questioni sollevate dall’appello, si veda l’articolo di Emiliano Brancaccio “Il debito non si abbatte. Sfida tra economisti”, pubblicato sul manifesto del 25 agosto 2006.